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NovantaDue. Il 25 giugno alle ore 18.30 l'inaugurazione della personale di Liliana Cano che si terrà nel Museo Ortiz di Atzara.

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NovantaDue. Il 25 giugno alle ore 18.30 l'inaugurazione della personale di Liliana Cano che si terrà nel Museo Ortiz di Atzara.

Sarà inaugurata il 25 giugno 2016, alle ore 18.30, nelle sale espositive del Museo d'arte moderna e contemporanea Antonio Ortiz Echague di Atzara, la personale di Liliana Canu, 92. Le opere messe in mostra saranno 41, esposte nelle sale del primo e del secondo piano del Museo. Al piano terra, invece, troveranno spazio le opere dei pittori costumbristi, tanto cari alla comunità atzarese. La personale di Liliana Cana sarà visitabile, per la giornata, fino alle ore 24. L'evento finanziato dal Comune di Atzara - Assessorato alla cultura, sport, turismo e spettacolo, è realizzato in collaborazione con la Società Progetto Cultura. L'iniziativa è promossa all'nterno della manifestazione La Notte Romantica, evento nazionale ideato dalla Associazione I Borghi più Belli d'Italia, che partirà alle 21:30, con spettacoli itineranti che dureranno sino a tarda notte. 

Già dal titolo, la mostra vuole sottolineare l’esperienza singolare di un’artista che, a quasi 92 anni, continua a dipingere nel suo atelier di Sassari, senza sosta, con qualche fuga creativa nella confortevole oasi di Su Gologonea Oliena.

Figlia d’arte, Liliana Cano nasce a Gorizia, nel 1924, da genitori sardi, ma studia a Torino presso l’Accademia Albertina. Non conosce ancora direttamente la Sardegna, ma la porta dentro di sé, disegnata dai racconti familiari della madre, maestra e pittrice. Quando arriva a Sassari, a vent’anni, è già forte di una preparazione artistica che le permette di insegnare disegno e di intraprendere un percorso personale di ricerca. Stimolata dall’incontro con Costantino Spada e Libero Meledina, partecipa di quel fermento culturale e artistico che si respira a Sassari nel periodo postbellico, che riappacifica con se stessi, che dà speranza e infonde fiducia nel futuro.

 Le mostre collettive e le personali di pittura la portano un po’ ovunque, in Italia e all’estero. Il  viaggio è un tema a lei caro: sin da piccola girovaga da una città all’altra, seguendo gli incarichi di lavoro del padre, poi continua per esigenze personali e artistiche. Anche quando, alla fine degli anni Settanta, si trasferisce in Francia per una ventina d’anni, si sposta continuamente, a Parigi, in varie località della Provenza e in altre nazioni. Viaggiare significa conoscere, cercare, incontrare, meravigliarsi. L’occhio di Liliana è attento, è un occhio indagatore che ricorda visi e luoghi. I luoghi fisici diventano luoghi della mente, i volti che la colpiscono e le esperienze vissute si cristallizzano nella memoria. E, nonostante lo scorrere del tempo, sembrano talvolta riemergere nei suoi quadri, riportando in vita la freschezza del reale. Abbracciando con uno sguardo tutte le opere di Novantadue ci si accorge che è proprio il colore a guidarci nella prima lettura dell’antologica di pittura. La musicalità del contrasto tra colori caldi e colori freddi ricorda gli accordi cromatici del quadro Donne di Mamoiada di Antonio Ortiz Echagüe: una consonanza che forse non è del tutto casuale ma è figlia di un tempo storico che solo Liliana Cano, ultima rappresentante della scuola di Sassari della metà del Novecento, può esprimere.

All'inaugurazione, oltre le autorità locali, saranno presenti, come graditi ospiti, l'artista Liliana Cano, Flaminia Fanari che ha curato la personale e Paolo Sirena, il direttore de Sa corona arrubia.

Per gli amanti dell'arte e della pittura - dice il Sindaco Alessandro Corona - è l'occasione buona per ammirare da vicino le opere di Liliana Cano e il suo percorso artistico di prim'ordine. A nome dell'amministrazione comunale, ringrazio la Signora Cano per il grande gesto di cortesia che ci ha riservato, i graditi ospiti e tutti i collaboratori che hanno reso possibile l'evento. 

COMUNICATO STAMPA

Il giorno 25 giugno 2016, alle ore 18.30, si terrà l’inaugurazione dell’antologica NOVANTADUE con la presenza straordinaria dell’artista. La mostra, che raccoglie oltre 40 opere, dalla metà del Novecento ad oggi, sarà visitabile fino al 30 novembre. Fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Atzara, e curata da Progetto Cultura S.C., l’esposizione è impreziosita dal catalogo della mostra, con i testi scientifici di Flaminia Fanari. L’antologica di pittura vuole rendere merito al valore internazionale dell’artista e alle sue opere, dalle quali emerge una visione dell’arte realista e tutta al femminile, in opposizione al taglio tipicamente maschile che ha prevalso anche, ma non solo, in Sardegna.

Già dal titolo, la mostra vuole sottolineare l’esperienza singolare di un’artista che, a quasi 92 anni, che verranno compiuti il 18 ottobre 2016, continua a dipingere nel suo atelier di Sassari, senza sosta, con qualche fuga creativa nella confortevole oasi di Su Gologone a Oliena.

Liliana Canu nasce a Gorizia, nel 1924, da genitori sardi, ma studia a Torino presso l’Accademia Albertina. Non conosce ancora direttamente la Sardegna, ma la porta dentro di sé, disegnata dai racconti familiari della madre, maestra e pittrice. Quando arriva a Sassari, a vent’anni, è già forte di una preparazione artistica che le permette di insegnare disegno e di intraprendere un percorso personale di ricerca. Stimolata dall’incontro con Costantino Spada e Libero Meledina, partecipa di quel fermento culturale e artistico che si respira a Sassari nel periodo postbellico, che riappacifica con se stessi, che dà speranza e infonde fiducia nel futuro.

Le mostre collettive e le personali di pittura la portano un po’ ovunque, in Italia e all’estero. Il viaggio è un tema a lei caro: sin da piccola girovaga da una città all’altra, seguendo gli incarichi di lavoro del padre, poi continua per esigenze personali e artistiche. Anche quando, alla fine degli anni Settanta, si trasferisce in Francia per una ventina d’anni, si sposta continuamente, a Parigi, in varie località della Provenza e in altre nazioni.

Viaggiare significa conoscere, cercare, incontrare, meravigliarsi. L’occhio di Liliana è attento, è un occhio indagatore che ricorda visi e luoghi. Questi ultimi diventano paesaggi interiori, i volti che la colpiscono e le esperienze vissute si cristallizzano nella memoria. E, nonostante lo scorrere del tempo, sembrano talvolta riemergere nei suoi quadri, riportando in vita la freschezza del reale.

Questa condizione “nomadica” ritorna indirettamente nel tema delle gitane: l’artista le raffigura alte, snelle, eleganti e composte sia quando svolgono lavori quotidiani sia nei momenti di riposo e nelle passeggiate cittadine. Ciò che da sempre affascina Liliana è la bellezza regale di queste donne incontrate in Provenza, il cui ricordo dura anche nelle opere più recenti, con i colori sgargianti delle ampie gonne gonfiate dal vento e con le camicette di sapore retrò che ricordano le trame dei tessuti di Matisse. Una nota etnografica che forse ha colpito l’artista con la stessa intensità avvertita dai primi costumbristi di fronte all’eleganza e all’esuberanza formale dei costumi atzaresi.

 

 

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