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Atzara. L'alta onorificienza è stata conferita dal Prefetto di Nuoro Lisi in quanto Basilio Manca è stato deportato e internato nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
La consegna della Medaglia d'Onore è avvenuta mercoledì 27 gennaio 2010, presso la Prefettura di Nuoro, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. La medaglia è stata consegnata al Sindaco di Atzara, a causa dell'impossibilità del nostro concittadino di recarsi a Nuoro per problemi di salute.
Il 28 gennaio 2010, in un incontro privato molto semplice garbato, la medaglia è stata consegnata ufficialmente al concittadino Basilio Manca che ha ricevuto i saluti del Prefetto e i complimenti del Sindaco,a nome di tutta la cittadinanza. L'incontro è stato commovente, anche per le parole del Sig. Basilio che ha raccontato alcuni momenti molto tragici di quella esperienza negativa che ha caratterizzato tutta la sua vita.
Basilio Manca, nasce ad Atzara nel 1924, Nel 1942 Basilio Manca partiva per il servizio militare nei pressi di Roma. Dopo alcuni mesi fu mandato in guerra in Grecia. Durante il viaggio, incontra in Albania il fratello Domenico, partito alcuni anni prima e che, lo mise subito in guardia dei pericoli che avrebbero trovato nel fronte. Nel 1943, Basilio, fu fatto prigioniero e fu internato in un campo di concentramento in Germania. Nei primi mesi di prigionia gli venne permesso di scrivere alla sua famiglia e quindi di mandare sue notizie. Questa possibilità gli fu presto negata. Fu da quel momento che la vita cominciò ad essere più dura. Mal nutriti, vestiti solo di stracci, a piedi scalzi con zoccoli di legno, erano costretti, ogni giorno, a percorrere diversi chilometri per lavorare. Non vi era possibilità di scampo. Una malattia, una frattura, un malessere che avesse inabilitato al lavoro, avrebbe sancito la morte. Il cibo veniva praticamente negato. Per due volte alla settimana veniva consegnato ai detenuti un tozzo di pane, l'acqua era scarsa e sporca, e nella maggior parte dei casi due piccole patate, a volte rape crude, costituivano l'unica fonte di alimentazione. Il freddo, la fame, la schiavitù, le torture fisiche e psicologiche, la paura di aver perso il fratello Domenico e l'impossibilità di dare notizie alla famiglia, nonchè il rapido processo di dimagrimento che minava il fisico, rendevano la vita dura. E nel frattempo, uomini e donne venivano uccisi nelle camere a gas, senza pietà. Dopo oltre due anni, nel 1945, le forze alleate sovietiche e americane, liberano il campo di concentramento, Basilio Manca viene liberato. Torna in Italia, a Napoli, dove avrebbe poi dovuto raggiungere la Sardegna. Nella città partenopea incontra alcuni compaesani, Pinna detto "Farigu", Delogu detto "Boccione", Diego Pranteddu e Tomaso Floris. Il 9 agosto 1945, fa rientro ad Atzara. Pesava poco più di 30 chili, aveva tante storie da raccontare, e gli occhi feriti di chi aveva incontrato la morte, ma dentro di se, la tenacia di un sardo che con la forza di volontà era riuscito a rivedere la sua famiglia e i colori della sua terra.
E' stato per me un grande onore - dice il Sindaco Alessandro Corona - ricevere dalle mani del Prefetto Lisi la medaglia d'onore, e sopratutto ricevere il gradito incarico di consegnare questa alta onorificenza a Tziu Basile. L'uomo è discreto, riservato, a tratti timido, e mi ha commosso molto il suo racconto, e la sua voce che ricordava quei tragici momenti. E sopratutto mi ha particolarmente incuriosito quel suo modo garbato di ringraziarmi, una, due, tre e più volte, come se ci fosse un merito nell'onore che mi sentivo addosso. Credo, infondo, che l'unica persona da ringraziare si Tziu Basile, e le donne e gli uomini che, come lui, siano essi vittime o siano essi reduci, perchè oggi, sono un vanto, un motivo d'orgoglio, per tutta la cittadinanza atzarese e per tutta l'Italia.