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Atzara. Nella seduta consiliare dell'8 ottobre 2009, approvato un importante ordine del giorno sul tema della situazione scolastica locale e regionale. Il voto espresso all'unanimità (Corona, Muggianu, Tolu, Cossu, Pisu, Mereu, Demelas, Todde, Porcu), sancisce l'impegno congiunto del Consiglio Comunale di lavorare unitariamente alla ricerca di soluzioni condivise, sia a livello locale che territoriale, per rivendicare il diritto ad una scuola pubblica di qualità nel nostro territorio.
Alla seduta hanno partecipato rappresentanti dei genitori, del personale docente e non docente che hanno dato vita ad un interessante e piacevole dibattito in merito ai temi della scuola e dell'istruzione.
Il documento approvato dopo un introduzione che evidenzia lo stato di degrado in cui è caduta la scuola pubblica, rimarca con forza e determinazione alcuni punti ritenuti fondamentali per garantire una scuola che sappia essere di tutte e di tutti.
Si è discusso anche della nota prot. n. 4869/D1 del 25/09/2009 del Dirigente scolastico Prof. Dr. Lucio Arru dell’Istituto Comprensivo di Atzara dove si denuncia una situazione incresciosa dovuta alla riduzione di n. 1 unità del personale ATA, fatto questo che sottopone il personale a turni piuttosto pesanti e si riesce a malapena ad assicurare il minimo dei servizi e quindi a garantire la normale offerta formativa prevista. Inoltre, sempre nella medesima nota si denuncia che per l’anno scolastico 2010/2011, il Dirigente scolastico prevede la progressiva riduzione di altre unità di personale e pertanto dichiara di non essere in grado di assicurare i servizi erogati nell’anno scolastico in corso.
La situazione scolastica della scuola - dice il Sindaco Alessandro Corona - diventa ogni giorno che passa, sempre più drammatica e surreale. Oggi sentiamo il rischio di perdere i presidi scolastici soprattutto nei piccoli centri montani come il nostro, dove le difficoltà economiche del territorio legate alla mancanza di infrastrutture viarie adeguate, alle difficoltà intrinseche della geografia territoriale e legate alla distanza che ci separa dai maggiori centri dell'isola, portano ad uno spopolamento maggiore che in altre zone della Sardegna. Va da se che lo spopolamento si scontra con la rigidità di una norma che valuta le persone, non in quanto portatrici di diritti ma come meri numeri o aggregati di numeri. Oggi è il momento delle pluriclassi, domani arriverà il momento della chiusura delle scuole nei piccoli centri. Ma non solo il servizio scuola è in pericolo. Nei luoghi periferici come il nostro presto dovremo presidiare con molta più attenzione a che continuino ad essere garantiti servizi fondamentali come per esempio le poste o la sanità pubblica. Quello che è in pericolo è un sistema di servizi, che nel passato è stato garanzia di democrazia e di presenza dello Stato e che oggi, in virtù del principio dei tagli alla spesa pubblica, è in pericolo. Io credo che non ci si debba rassegnare davanti a tutto ciò. Credo che sia necessario uno slancio d'orgoglio, uno slancio che deve diventare orgoglioso senso comune, che deve diventare motivo di discussione nei luoghi di aggregazione, nei locali pubblici, nelle strade. La gente, ogni giorno, deve discutere di questi problemi, anche arrabbiarsi se è il caso, in modo che si sviluppi nella società una maggiore coscienza critica che sappia spingere i rappresentanti politici ad attuare misure che favoriscano e migliorino la qualità della vita delle persone. Noi, tutti insieme, dobbiamo credere che sia possibile cambiare le cose, non dobbiamo mai rassegnarci credendo che non ci sia la possibilità di conquistare i nostri diritti. Nel passato si lottava per ottenere diritti e servizi che oggi si pensavano acquisiti, oggi dobbiamo difenderci dai tagli e lottare per far si che quei diritti e quei servizi siano ancora presenti nei nostri territori. Per questo il mio invito, il nostro invito, è quello di operare ogni giorno nella società per sensibilizzare maggiormente la coscienza delle persone intorno a questi problemi, questo è il primo passo per difenderci dagli attacchi di chi ritiene che noi siamo cittadini di serie B. Dal punto di vista politico e istituzionale, così come siamo sempre stati presenti nelle rivendicazioni del personale della scuola convinti che questo fosse utile alla rivendicazione di una scuola pubblica di qalità, continueremo ad operare per difendere il diritto allo studio di tutte e di tutti, anche avviando percorsi democratici e tavoli programmatici nel nostro territorio, per trovare soluzioni condivise al problema.
A conclusione del dibattito il voto unanime del Consiglio Comunale ha deliberato: